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IL MONDO UMANO GLI PARVE


Michel Houellebecq, Annientare, trad. di Milena Zemira Ciccimarra


— Gli era sempre piaciuto l’aneddoto su Federico II di Prussia che aveva chiesto di essere sepolto accanto ai suoi cani, per non dover riposare in mezzo agli uomini, quella “perfida razza”. Il mondo umano gli parve fatto di tante piccole palline di merda egoistiche, senza alcun rapporto tra loro; a volte le palline si agitavano e copulavano a modo loro, ciascuna secondo il suo registro, e ne derivava l’esistenza di nuove palline di merda, ancora più piccole. Allora, come gli capitava ogni tanto, fu preso da un improvviso disgusto per la religione della sorella: com’era possibile che un dio avesse scelto di rinascere sotto forma di una palla di merda? E come se non bastasse, c’erano dei canti che celebravano l’evento. Il est né, le divin enfant, è nato il bambino divino, come si poteva tradurre in tedesco? Es ist geboren, das göttliche Kind, gli tornò in mente di colpo, era bello però aver fatto degli studi, pensò, si acquisisce un certo livello. Da qualche anno, è vero, le palline di merda copulavano molto di meno, sembravano aver imparato a respingersi, percepivano il reciproco puzzo e si evitavano l’una l’altra con disgusto, sembrava di poter prevedere un’estinzione della specie umana in tempi non troppo lontani. Sarebbero rimaste altre porcherie, come gli scarafaggi e gli orsi, ma non si può sistemare tutto in una volta, pensò Paul.


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