30 gennaio 1972 — Bloody Sunday


Oggi, ma cinquant’anni fa, durante una marcia di protesta organizzata a Derry dall’Associazione dei diritti civili dell’Irlanda del Nord, i soldati del primo battaglione del reggimento paracadutisti dell’esercito britannico aprivano il fuoco contro i manifestanti disarmati, uccidendone quattordici. La strage — passata alla storia come la Bloody Sunday, la “domenica di sangue” —, oltre che da numerosi libri e canzoni, è stata raccontata anche dal regista Paul Greengrass in un bel film del 2002.


Estate 1998: Are Now Entering Free Derry.

Quattro anni prima di quel film, al termine di un lungo viaggio iniziato a Pordenone a bordo di un furgone Iveco, mentre entravo nella cittadina sulle rive del Foyle accolto sul lato destro della strada da un monumento ancora listato a lutto e su quello sinistro, in cima a una collina, da un’invocazione a caratteri cubitali sui muri di una ex postazione militare, ho avuto la certezza che il mio cervello avrebbe trasformato quel momento in un cristallo.


Estate 1998, Derry: One Nation, One Peolpe.

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