Keller Easterling – Lo spazio in cui ci muoviamo

L'infrastruttura come sistema operativo

«Provate a pensare ai luoghi in cui si svolge la vostra vita: parcheggi, grattacieli, rampe, garage, lampioni, viali, sale d’attesa di aeroporti, svincoli autostradali, centri commerciali grandi e piccoli, duty free, casino, outlet, fast food, hotel, bancomat, quartieri residenziali, terminal container, zone industriali, call center, campi da golf, periferie, uffici, villaggi turistici. Le immagini che svaniscono lentamente dalla nostra retina formano una matrice confusa di dettagli e formule ripetibili che danno vita a gran parte dello spazio che ci circonda, quello che potremmo chiamare spazio infrastrutturale

 

Viviamo in un mondo immerso in un’infrastruttura globale, definita non più solo dalle reti fisiche dedicate al trasporto e ai servizi pubblici, ma anche da quell’insieme di standard, idee e formule replicabili che governano lo spazio della nostra vita. Introducendo il concetto di extrastatecraft, una “parola macedonia” che descrive i luoghi e le attività che agiscono al di fuori delle tradizionali pratiche di governo, Easterling analizza la natura delle infrastrutture odierne: dalle più recenti enclave extraurbane come Dubai e Mumbai alle reti globali a banda larga che stanno mutando l’essenza del continente africano, fino a quel vero e proprio parlamento extrastatale che è l’ISO, deputato alla creazione di standard validi su scala globale. Emergono così i tratti caratteristici di un pianeta in cui le infrastrutture sono diventate punto di accesso e di contatto per ognuno di noi; uno spazio infrastrutturale.