James Montague – Ingolfato

Come l'Arabia Saudita ha comprato lo sport e il mondo

«Perché alla fine essere un tifoso di calcio non è come comprare un iPhone o usare Uber. Ci sono in ballo un’identità e una storia. “È qualcosa di astratto, no? Proietti sulla squadra la tua comunità, le tue origini, la tua classe, i tuoi genitori. Ma un dittatore dispotico non è la mia squadra”».


Nel corso dell’ultimo decennio, sotto la guida del principe ereditario Mohammad bin Salman, l’Arabia Saudita è uscita da quasi un secolo di autoisolamento per riposizionarsi come nuova Terra promessa, esempio di visione, dinamismo e modernità.
Nel cuore del mondo islamico, il regno di sconfinata ricchezza della dinastia Saud è riuscito ad accreditarsi nelle cancellerie internazionali anche grazie alle ingenti somme di denaro investite per comprare e controllare lo sport – dal calcio alla boxe, dall’automobilismo al tennis, dal golf agli e-sports – e imbastire così un’articolata «strategia di soft power con una spruzzata di hard power» finalizzata ad acquistare influenza e a ripulire la propria immagine macchiata dalla reiterata violazione dei diritti umani e dalla repressione interna, spinta fino all’assassinio politico. Il tutto grazie anche alla cinica indifferenza di appassionati e addetti ai lavori occidentali – atleti, tecnici e dirigenti sportivi –, ben disposti a guardare dall’altra parte davanti ai petrodollari messi sul piatto.
Dopo aver indagato il fenomeno del tifo estremo nei quattro angoli del pianeta, James Montague racconta per la prima volta il dietro le quinte dell’inarrestabile «asce­sa shakespeariana» di Mbs e della sua corte – segnata da una concezione spregiudicata e oscena del potere –, ricostruendo i loro titanici sforzi per rivoluzionare gli equilibri dell’entertainment planetario. Ne emerge un ritratto scioccante della nera realtà che si cela dietro la narrazione manipolatoria così spesso associata al «neo-rinascimento» saudita.